No Heroes
Il progetto espositivo Drama: Four Acts si arricchisce di un nuovo capitolo con l'apertura al pubblico di No Heroes, la mostra dedicata a Marino Marini negli spazi del Forte Belvedere.
Al primo piano della Palazzina, il confronto tra Marino Marini e Paolo Canevari affronta il tema della storia, esplorando l'essenza più profonda della condizione umana, dei conflitti e della crisi della civiltà umanistica.
Le opere di Marino Marini, caratterizzate da una straordinaria forza espressiva e da una costante ricerca identitaria legata alla figura umana e ai suoi archetipi, si confrontano con il linguaggio contemporaneo di Paolo Canevari, che utilizza materiali industriali e di recupero per evocare tensioni storiche, sociali e politiche.
Fulcro della ricerca di Marino Marini è il celebre tema del cavallo e del cavaliere, affrontato dall'artista come metafora della condizione umana e del rapporto tra individuo, natura e storia. Se nelle opere degli anni Trenta le figure conservano un equilibrio monumentale e una misura classica, l'esperienza della Seconda guerra mondiale, quella dello sterminio e delle apocalissi nucleari, trasforma profondamente questo linguaggio. I corpi si irrigidiscono, le forme diventano spigolose, il cavallo si impenna fino a disarcionare il cavaliere come nella serie dei Miracoli. La perdita di equilibrio diventa così immagine della crisi dell'uomo moderno, travolto da una violenza che non riesce più a governare. Cavallo e cavaliere assolvono in fondo a una critica della nuova società tecnologica e industriale, oppressiva, disumanizzante, responsabile di conflitti sociali e distruzioni fratricide. Sentimenti e sensazioni del tragico della storia che Marino trasferisce nelle sue ultime e drammatiche sculture, quali i Gridi e i Miracoli, con le figure frante, distorte, urlanti e accasciate.
Esempio altissimo nella sua scarna modellazione è la figura del Prigioniero, in cui si ravvede l’umanità inerme, sconfitta, vittima sacrificale della storia e del male provocato dal progresso e dalle letali ambizioni del potere umano.
In mostra è presentata anche una Bagnante, che nella sua postura accovacciata ricorda il celebre Adolescente di Michelangelo. Nella figura di Marino Marini, pare adesso prevalere un sentimento di introversa malinconia, di sconforto e avvilimento. Ultime delle cinque sculture più rappresentative del mondo di Marino Marini è la Danzatrice, collocata in una sala caratterizzata dalle sculture in copertone di Canevari. Come il Funambolo, anche la danzatrice è figura del circo, luogo di giochi acrobatici, coreografie mirabolanti, messe in scena sarcastiche, che tanto affascinarono Marino. Le figure del saltimbanco e della danzatrice si impongono al tempo della disumanizzazione moderna come alternativa vitale e speranzosa. Sono figure di un'età primigenia dell’umanità in cui fantasia e creatività. gioco e ironia dominavano la scena dell’arte e del sacro, figure a cui l’artista si ricollega per contrastare ed esorcizzare il male che corrode ogni passato e futuro umanesimo.
Al primo piano della Palazzina, il confronto tra Marino Marini e Paolo Canevari affronta il tema della storia, esplorando l'essenza più profonda della condizione umana, dei conflitti e della crisi della civiltà umanistica.
Le opere di Marino Marini, caratterizzate da una straordinaria forza espressiva e da una costante ricerca identitaria legata alla figura umana e ai suoi archetipi, si confrontano con il linguaggio contemporaneo di Paolo Canevari, che utilizza materiali industriali e di recupero per evocare tensioni storiche, sociali e politiche.
Fulcro della ricerca di Marino Marini è il celebre tema del cavallo e del cavaliere, affrontato dall'artista come metafora della condizione umana e del rapporto tra individuo, natura e storia. Se nelle opere degli anni Trenta le figure conservano un equilibrio monumentale e una misura classica, l'esperienza della Seconda guerra mondiale, quella dello sterminio e delle apocalissi nucleari, trasforma profondamente questo linguaggio. I corpi si irrigidiscono, le forme diventano spigolose, il cavallo si impenna fino a disarcionare il cavaliere come nella serie dei Miracoli. La perdita di equilibrio diventa così immagine della crisi dell'uomo moderno, travolto da una violenza che non riesce più a governare. Cavallo e cavaliere assolvono in fondo a una critica della nuova società tecnologica e industriale, oppressiva, disumanizzante, responsabile di conflitti sociali e distruzioni fratricide. Sentimenti e sensazioni del tragico della storia che Marino trasferisce nelle sue ultime e drammatiche sculture, quali i Gridi e i Miracoli, con le figure frante, distorte, urlanti e accasciate.
Esempio altissimo nella sua scarna modellazione è la figura del Prigioniero, in cui si ravvede l’umanità inerme, sconfitta, vittima sacrificale della storia e del male provocato dal progresso e dalle letali ambizioni del potere umano.
In mostra è presentata anche una Bagnante, che nella sua postura accovacciata ricorda il celebre Adolescente di Michelangelo. Nella figura di Marino Marini, pare adesso prevalere un sentimento di introversa malinconia, di sconforto e avvilimento. Ultime delle cinque sculture più rappresentative del mondo di Marino Marini è la Danzatrice, collocata in una sala caratterizzata dalle sculture in copertone di Canevari. Come il Funambolo, anche la danzatrice è figura del circo, luogo di giochi acrobatici, coreografie mirabolanti, messe in scena sarcastiche, che tanto affascinarono Marino. Le figure del saltimbanco e della danzatrice si impongono al tempo della disumanizzazione moderna come alternativa vitale e speranzosa. Sono figure di un'età primigenia dell’umanità in cui fantasia e creatività. gioco e ironia dominavano la scena dell’arte e del sacro, figure a cui l’artista si ricollega per contrastare ed esorcizzare il male che corrode ogni passato e futuro umanesimo.
Note di accesso:
Accesso diretto in biglietteria senza prenotazione.
L'ultimo ingresso è un'ora prima della chiusura
L'accesso è vietato ai minori di 8 anni.
I minori tra gli 8 e i 18 anni devono essere accompagnati da un adulto.
Fino al 2 agosto 2026, in considerazione dell'allerta di calore di livello 3 CODICE ROSSO, nella fascia oraria compresa tra le ore 12.30 e le ore 16.00 è inibito l’accesso limitatamente agli spazi esterni e aree verdi (spalti-bastioni).
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