Cappella Brancacci e le “nuove sale” di Santa Maria del Carmine
Mer, 08/07/2026 - 14:52
Nel quartiere d’Oltrarno, all’interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine, si trova uno dei capolavori assoluti del Rinascimento fiorentino: la Cappella Brancacci.
La fama della Cappella è dovuta alla presenza di uno straordinario ciclo di affreschi, realizzato da Masaccio e Masolino da Panicale su incarico di Felice Brancacci, e portato a termine da Filippino Lippi, raffigurante una delle più complete rappresentazioni delle Storie di San Pietro.
Gli affreschi di Cappella Brancacci hanno lasciato un segno profondo nella storia della pittura occidentale, affermando una nuova visione dell’arte, una pittura capace di unire emozione umana, narrazione drammatica e innovazione tecnica. Le figure che li popolano sembrano abitare lo spazio con l’espressione del proprio dolore, con la pesantezza dei corpi segnati dal rimorso, con l’ombra che rimarca la loro aderenza alla terra, risultando fortemente realistici.
Oggi il percorso di visita si amplia con l’apertura di due nuovi ambienti storici del complesso monumentale della Chiesa di Santa Maria del Carmine: la Sala Vanni e la Sala della Colonna.
La Sala Vanni, sviluppata lungo quasi un intero lato del complesso e affacciata sul chiostro del convento del Carmine, costituiva il refettorio maggiore della comunità religiosa. Realizzata nella seconda metà del Seicento, la sala prende il nome da Giovan Battista Vanni, autore del grande affresco raffigurante la Cena di Cristo in casa di Simone Fariseo, che ancora oggi domina una delle pareti dell’ambiente e rappresenta una delle testimonianze più significative della decorazione seicentesca del complesso.
La Sala della Colonna, situata nel primo chiostro del Carmine, tra l’antico e il nuovo refettorio, prende, invece, il nome dalla grande colonna trecentesca al centro dell’ambiente. Alle pareti, affreschi e sinopie staccati provenienti dal chiostro e dalla chiesa ed esposti per la loro rilevanza storica e artistica. Tra le opere più antiche spicca un affresco di Pietro Nelli raffigurante la Madonna col Bambino in trono, affiancata da quattro santi e due donatori genuflessi, datato intorno al 1381-1385 e rinvenuto durante le ricerche della perduta Sagra di Masaccio condotte nel 1859-1860.
Dalla stessa campagna di ricerca proviene un’altra opera, identificata come La conferma della regola carmelitana, attribuita a Fra Filippo Lippi, allora giovane adepto del convento. La Sala ospita inoltre i resti della decorazione a fresco della cappella di San Girolamo, realizzata tra il 1402 e il 1404 da Gherardo Starnina. Questi frammenti sopravvissero alle trasformazioni seicentesche e settecentesche della cappella e furono rinvenuti nel 1932 durante indagini condotte da Procacci.
Su un’altra parete il Pentimento di Pietro e il Pasce oves meas, sono riconducibili alla mano di Masolino da Panicale, che nel 1424 avviò la decorazione della cappella a partire dalle vele della volta con i quattro Evangelisti. Completa la raccolta della Sala della Colonna l’affresco raffigurante Cristo Crocifisso con tre frati carmelitani ai piedi, attribuito a Paolo Schiavo e databile intorno al 1425.
Un’occasione in più per visitare questo intimo scrigno dell’arte rinascimentale. Una tappa da non perdere!
