David Doubilet's first Italian exhibition at Villa Bardini
mar, 01/27/2026 - 13:00
Senza la fotografia, l’universo che si cela nelle profondità marine rimarrebbe sconosciuto per molti di noi.
“La superficie dell'oceano è una porta d'accesso all'altro 71% del nostro pianeta”.
La sconfinata bellezza della vita nelle profondità oceaniche e al tempo stesso la fragilità degli ecosistemi sottomarini sono al centro della mostra “Oceani”, che porta per la prima volta National Geographic a Firenze.
Dal 21 ottobre 2025 al 12 aprile 2026, a Villa Bardini, la prima personale che celebra il lavoro del fotografo David Doubilet in Italia, pioniere e massimo esponente mondiale della fotografia subacquea.
Scopriamo insieme chi è David Doubilet.
Newyorkese di nascita, fotografo subacqueo di fama mondiale e ispirato dalla leggendaria figura di Jacques-Yves Cousteau, Doubilet ha percorso per oltre mezzo secolo i mari di tutto il mondo documentandone la straordinaria bellezza, raggiungendo i luoghi più incontaminati e realizzando scatti che gli hanno permesso di diventare uno dei più apprezzati professionisti della fotografia naturalistica.
Autore di ben 74 servizi per National Geographic e di 12 libri, vincitore di numerosi e prestigiosi premi fotografici, è tra l’altro l’inventore della tecnica dell’over/ under, che permette di catturare simultaneamente ciò che accade sott’acqua e sopra la superficie.
Oggi ha 79 anni e continua a solcare i mari.
Pioniere della fotografia subacquea, ha pubblicato la sua prima fotografia su National Geographic nel 1972. Da allora ha dedicato tutta la sua vita ad immortale gli oceani di tutto il mondo, profondamente convinto che dal loro equilibrio e dalla salvaguardia del loro ecosistema dipenda anche la nostra vita sulla Terra, permettendo così a tutti di ammirare le meraviglie degli oceani.
La sua passione nasce alla tenera età di 10 anni, ispirato da una foto pubblicata su National Geographic, che ritraeva Luis Marden e il capitano Jacques-Yves Cousteau sul ponte della nave Calypso. Luis Marden, fotografo subacqueo di National Geographic, divenne il suo mito e Doubilet decise che voleva essere come lui.
La mostra
In mostra oltre 80 scatti che raccontano quanto gli ecosistemi marini siano oggi sottoposti a forti pressioni a causa del surriscaldamento globale e delle invasive attività dell’uomo. Le immagini sono suddivise in 11 sale, in cui è possibile trovare fotografie dei mari di tutto il mondo, dai Caraibi alle Filippine, dall'Indonesia all'Australia, fino all'Antartide.
Tra le fotografie più suggestive, sicuramente quella dei coralli nel Tubbataha Reef National Park, dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 1993 e considerato un esempio unico di barriera corallina, che ospita oltre 300 specie di coralli e 400 di pesci. Oppure quella del piccolo di tartaruga verde (Chelonia mydas) che nuota verso il mare aperto nelle acque cristalline della laguna di Nengo Nengo, un piccolo atollo dell’arcipelago delle Tuamotu, nella Polinesia Francese. Doubilet, tra scatti che si focalizzano sul particolare o che cercano di catturare la vastità e la complessità di questo ecosistema, vuole insegnare al suo pubblico a conoscere e ad amare il mondo che vive sotto la superficie dell’acqua affinché inizi a prendersene cura e a rispettarlo.
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